Roma, 1 settembre 2026 – FP CGIL, CISL FP e UIL FP hanno inviato una lettera ai Presidenti delle Commissioni riunite V Bilancio e VIII Ambiente e ai Presidenti dei Gruppi parlamentari della Camera dei Deputati per chiedere di essere audite nell’esame del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, il cosiddetto Decreto PA 2026.
Due i temi al centro della richiesta.
Il primo è la riqualificazione del personale dei servizi educativi degli enti locali. Alla sottoscrizione dell’ipotesi di CCNL delle Funzioni Locali, ARAN e organizzazioni sindacali avevano condiviso la necessità di un intervento legislativo già nel primo veicolo utile. Nel decreto di questo intervento non c’è traccia: per le tre organizzazioni è indispensabile intervenire subito, per dare dignità e prospettive a un pezzo essenziale del lavoro pubblico che nei Comuni garantisce servizi fondamentali per tutte le cittadine e tutti i cittadini.
Il secondo riguarda la sanità privata accreditata e le RSA, dove il ritardo pesa su una platea di 300 mila tra professionisti e operatori sanitari. Il CCNL Sanità privata è scaduto da otto anni; i due contratti applicati nel socio-sanitario e nel socio-assistenziale da quattordici. L’apertura dei tavoli negoziali continua a essere rinviata, mentre il settore opera in larga parte con risorse pubbliche e regimi di accreditamento. I dati di Area Studi Mediobanca, richiamati nella lettera, restituiscono un quadro economico tutt’altro che in crisi: ricavi in aumento del 3,7% nel 2025 e del 7,9% per i gestori di strutture per l’anzianità e la non autosufficienza, con 13,4 miliardi di ricavi complessivi per i 38 gruppi esaminati (+5,5% sull’anno precedente, +22% rispetto al 2019).
Il punto, si legge nella lettera, è politico e istituzionale: non può esistere un sistema finanziato con risorse pubbliche nel quale il rinnovo dei contratti venga sistematicamente rinviato e la tutela del lavoro resti subordinata agli equilibri economici tra i soggetti del sistema. A questo si aggiunge l’iniquità del Decreto Lavoro, che esclude proprio i lavoratori del settore sociosanitario e delle strutture accreditate dalla tutela salariale automatica prevista dopo nove mesi di vacanza contrattuale.
Da qui la richiesta: audizione presso le Commissioni riunite V e VIII e apertura di un confronto con i Gruppi parlamentari su accreditamento, utilizzo delle risorse pubbliche, qualità del lavoro e rispetto della contrattazione collettiva.
La lettera è firmata da Federico Bozzanca (FP CGIL), Roberto Chierchia (CISL FP) e Rita Longobardi (UIL FP). Il testo integrale è disponibile in allegato.


