Per le organizzazioni sindacali servono interventi concreti su salario accessorio, buoni pasto, sistemi di valutazione, corretto inquadramento professionale, sanità privata accreditata e stabilizzazione del personale precario.
Decreto PA: rimuovere i tetti al salario accessorio e aumentare i buoni pasto
“Il decreto Pa? Chiediamo che il Governo intervenga in modo appropriato per affrontare le reali criticità della Pubblica Amministrazione. Bisogna rimuovere i tetti di spesa del salario accessorio ancora bloccati ai valori del 2016, adeguare il valore dei buoni pasto inchiodati a 7 euro mentre per il privato la defiscalizzazione è arrivata a 10 euro. In ultimo la legge 2 luglio 2026, n. 119, va corretta per rafforzare l’autorevolezza e l’imparzialità della pubblica amministrazione, accompagnando le legittime ambizioni di riconoscimento professionale delle lavoratrici e dei lavoratori della Pubblica Amministrazione, senza valutazioni aprioristiche che mortificano il loro impegno”.
Così si sono espresse FP CGIL, CISL FP e UIL FP nel corso dell’audizione parlamentare.
Per i sindacati, non è più rinviabile il superamento di vincoli che continuano a limitare la capacità delle amministrazioni di valorizzare professionalità, responsabilità e produttività. Allo stesso modo, il valore del buono pasto deve essere adeguato all’aumento del costo della vita e alle nuove soglie di defiscalizzazione previste per il settore privato.
Valutazione del personale: no a meccanismi aprioristici
FP CGIL, CISL FP e UIL FP chiedono inoltre una correzione della legge 2 luglio 2026, n. 119, affinché i sistemi di valutazione siano realmente in grado di riconoscere merito e professionalità senza introdurre limiti predeterminati che rischiano di mortificare il lavoro delle persone.
La valutazione deve rafforzare l’autorevolezza e l’imparzialità delle amministrazioni, accompagnando le legittime aspettative di crescita professionale delle lavoratrici e dei lavoratori, e non trasformarsi in un meccanismo burocratico che penalizza a priori una parte del personale.
Personale educativo e scolastico: serve il corretto inquadramento professionale
Tra i temi sollevati dalle organizzazioni sindacali c’è anche il corretto inquadramento del personale educativo e scolastico degli enti locali.
“Senza parlare della necessità di garantire il corretto inquadramento professionale del personale, o ancora di riconoscere pari dignità e condizioni retributive di lavoratrici e lavoratori che svolgono il medesimo servizio pubblico seppure presso aziende ed enti di natura privata, come per la sanità privata accreditata”.
I sindacati ricordano che, nonostante la Dichiarazione congiunta n. 2 dell’ipotesi di CCNL Funzioni Locali 2025-2027, sottoscritta lo scorso 21 luglio, il Governo non ha inserito nel decreto una norma in grado di risolvere definitivamente il problema dei profili ad esaurimento dell’Area degli Istruttori, con particolare riferimento al personale educativo e scolastico.
“Su questo abbiamo formulato una proposta emendativa che sottoporremo all’attenzione di tutti i parlamentari”.
Sanità privata: stessa dignità e stessi diritti per chi garantisce un servizio pubblico
Un altro fronte centrale è quello della sanità privata accreditata (settore per il quale la CISL FP ha presentato degli emendamenti al ddl di conversione).
FP CGIL, CISL FP e UIL FP sottolineano come migliaia di lavoratrici e lavoratori continuino a garantire quotidianamente un servizio pubblico all’interno di strutture accreditate con il Servizio sanitario nazionale, ma con trattamenti economici profondamente diversi rispetto ai colleghi del pubblico.
“Nonostante gli impegni assunti in molteplici occasioni da parte del Ministro Schillaci e della Conferenza delle Regioni, ancora nulla si sia fatto per dare risposte alle migliaia di lavoratrici e lavoratori della sanità privata operante in regime di accreditamento con il Servizio sanitario nazionale e che garantiscono ogni giorno un servizio pubblico al pari delle colleghe e dei colleghi dipendenti degli enti e delle aziende del SSN, ma che hanno differenze retributive anche fino a 500 euro mensili per un infermiere”.
Accreditamenti e rinnovo dei CCNL: servono vincoli chiari
Le organizzazioni sindacali chiedono che venga introdotto un vincolo preciso tra accreditamento e applicazione dei contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.
Le strutture finanziate con risorse pubbliche devono rispettare i CCNL e garantirne il rinnovo secondo le corrette decorrenze. Non è più accettabile che le risorse del Servizio sanitario nazionale alimentino un sistema nel quale chi garantisce materialmente l’assistenza continua a subire ritardi contrattuali e differenze salariali rilevanti.
I sindacati chiedono inoltre la soppressione della disposizione che ha escluso la sanità privata e sociosanitaria accreditata dalle nuove tutele sull’indennità di vacanza contrattuale.
“Anche su questo proporremo appositi emendamenti all’attenzione dei parlamentari e delle Commissioni riunite per sanare questo vulnus ormai non più rimandabile”.
Precari PNRR della Giustizia: stabilizzazioni e proroghe non possono fermarsi
FP CGIL, CISL FP e UIL FP hanno inoltre richiamato l’attenzione sulla situazione degli ex precari PNRR del Ministero della Giustizia rimasti fuori dalla procedura concorsuale per l’assunzione a tempo indeterminato.
La proroga dei contratti è attualmente limitata al 30 settembre 2026, nonostante queste lavoratrici e questi lavoratori abbiano contribuito in maniera determinante, negli ultimi quattro anni, al raggiungimento degli obiettivi del PNRR.
Per le organizzazioni sindacali è necessario trovare una soluzione che impedisca la dispersione delle professionalità maturate e consenta di rafforzare stabilmente gli organici dell’amministrazione giudiziaria.
Funzioni Centrali: servono più organici e capacità amministrativa
Più in generale, i sindacati chiedono un intervento di rafforzamento degli organici del comparto delle Funzioni Centrali.
Le pubbliche amministrazioni sono chiamate a gestire responsabilità crescenti, processi di digitalizzazione, nuove competenze e servizi sempre più complessi. Tutto questo non può essere affrontato continuando a operare con carenze strutturali di personale.
FP CGIL, CISL FP e UIL FP: il Decreto PA deve diventare un vero strumento di rafforzamento della PA
Per FP CGIL, CISL FP e UIL FP il confronto parlamentare sul Decreto PA deve rappresentare l’occasione per intervenire finalmente sulle criticità che condizionano il lavoro pubblico e la capacità delle amministrazioni di rispondere ai bisogni dei cittadini.
Rimuovere i tetti al salario accessorio, aumentare il valore dei buoni pasto, riconoscere correttamente le professionalità, garantire pari dignità a chi svolge lo stesso servizio pubblico, stabilizzare il personale precario e rafforzare gli organici: sono queste alcune delle priorità che le organizzazioni sindacali continueranno a portare al centro del confronto parlamentare.
Il Decreto PA deve essere utilizzato per investire sulle persone e sulla qualità delle amministrazioni. Perché rafforzare il lavoro pubblico significa rafforzare i servizi, le istituzioni e la capacità dello Stato di rispondere concretamente ai cittadini.


